Strumenti finanziari derivati in contabilità

Tutto quello che vorresti sapere sulla contabilizzazione degli strumenti finanziari derivati.
Si possono individuare sostanzialmente 2 esigenze che conducono all'utilizzo degli strumenti finanziari derivati: la speculazione, quando una o entrambe le parti stipulano un contratto speculando sulla performance di una particolare attività sottostante quotata sul mercato; la copertura di alcuni rischi, quando si cerca di ottenere protezione da possibili variazioni avverse delle variabili finanziarie considerate.
In particolare, l'OIC 32 disciplina 2 tipi di relazione di copertura (par. 52): copertura delle variazioni di fair value (FV), quando l'obiettivo è quello di limitare l'esposizione al rischio delle variazioni di FV di attività, passività iscritte in bilancio o impegni irrevocabili; copertura di flussi finanziari, quando l'obiettivo è quello di limitare l'esposizione al rischio di variabilità dei flussi finanziari collegati ad attività, passività iscritte in bilancio, impegni irrevocabili o operazioni programmate ed altamente probabili.
L'OIC 32 al par. 40 stabilisce che gli strumenti finanziari derivati debbano essere iscritti al fair value e successivamente valutati sempre al fair value alla data di chiusura di ogni bilancio.
Essi, quindi, possono essere classificati nell'attivo dello Stato patrimoniale rispettivamente nell'attivo immobilizzato (voce B) III 4) o nell'attivo circolante (voce C) III 5) seguendo i criteri di imputazione riportati al par. 28 oppure nel passivo dello Stato patrimoniale tra le riserve (voce A) VII) o tra i fondi per rischi ed oneri (voce B) 3).
Le variazioni del fair value intercorse tra un esercizio e l'altro devono essere imputate a conto economico, alle voci D) 18) d) e D) 19) d) che indicano rispettivamente le rivalutazioni e le svalutazioni di strumenti finanziari derivati.
Rappresenta un'eccezione a tale regola il caso in cui lo strumento finanziario derivato copra il rischio di variazione dei flussi finanziari attesi di un altro strumento finanziario o di un'operazione programmata: in questa situazione, la variazione del fair value viene imputata ad una riserva di patrimonio netto.
Riassumendo quindi la contabilizzazione delle varie operazioni possibili utilizzando gli strumenti finanziari derivati, si avrà che:
– per le operazioni speculative, lo strumento finanziario derivato viene valutato al fair value ed iscritto tra le attività o le passività di bilancio (non a riserva), mentre le variazioni del fair value vengono imputate a conto economico;
– per le operazioni di copertura del fair value, lo strumento finanziario derivato viene valutato al fair value ed iscritto tra le attività o le passività di bilancio (non a riserva), mentre l'elemento coperto viene valutato in 2 diversi modi (OIC 32 par. 76): nel caso sia un'attività o una passività iscritta in bilancio, il suo valore contabile deve essere adeguato alla porzione di fair value relativa al rischio oggetto di copertura; nel caso sia un impegno irrevocabile, il fair value della componente relativa al rischio oggetto di copertura è iscritta nello stato patrimoniale tra le attività o passività nelle voci che saranno interessate dall'impegno irrevocabile quando questo si realizzerà. Le variazioni di fair value del derivato finanziario a cui corrispondono variazioni di segno opposto dell'elemento coperto (parte efficace della copertura) sono rilevate a conto economico alle voci D) 18) d) e D) 19) d); la parte inefficace della copertura viene rilevata invece nella voce di conto economico interessata dall'elemento coperto (OIC 32 par. 78-79);
– per le operazioni di copertura dei flussi finanziari, alla chiusura di ogni bilancio lo strumento finanziario derivato viene rilevato al fair value ed in contropartita alimenta una riserva (voce A) VII del passivo).


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