Riforma dell’Irpef 2024

News
8 Febbraio 2024


Con la circolare n. 2/E del 6 febbraio 2024, l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni sulle novità introdotte in materia di Irpef dal decreto legislativo n. 216/2023.
In primis, la circolare illustra, per il periodo d’imposta 2024, i nuovi scaglioni di reddito e le relative aliquote:

  • 23% per i redditi fino a 28mila euro;
  • 35% per i redditi superiori a 28mila euro e fino a 50mila euro;
  • 43% per i redditi che superano 50mila euro.

In seguito, sull’articolo 1, comma 2, il d.l. innalza, sempre per il solo anno 2024, da 1.880 euro a 1.955 euro la detrazione da lavoro dipendente (articolo 13, comma 1, lettera a). Tale modifica si applica ai contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente e per taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, se il reddito complessivo non supera 15mila euro.
Altro chiarimento specificato sul documento è sull’ammontare del reddito escluso da imposizione (no tax area), previsto per titolari di redditi di lavoro dipendente e per taluni redditi assimilati, equiparandolo a quello già vigente a favore dei pensionati, che con la modifica viene ampliato, fino a 8.500 euro
La modifica riguarda solo il primo periodo dell’articolo 13, comma 1, lettera a), del Tuir, quindi, resta ferma l’applicazione delle altre disposizioni contenute nel medesimo articolo.

Altra modifica del decreto n. 216/2023 è il requisito necessario per il riconoscimento del trattamento integrativo di cui all’articolo 1, comma 1, del Dl. n. 3/2020.
Nello specifico, per i contribuenti con reddito complessivo di ammontare non superiore a 15mila euro, il trattamento integrativo può essere concesso quando l’imposta lorda è di importo superiore alla detrazione per i redditi di lavoro dipendente diminuita di 75 euro, rapportato al periodo di lavoro nell’anno. Questa riduzione si pone l’obiettivo di neutralizzare l’incremento dell’importo della detrazione per redditi di lavoro dipendente, che avrebbe potuto determinare la perdita del beneficio per alcuni soggetti.

L’articolo 2 del decreto ha apportato alcune modifiche sulle detrazioni fiscali prevedendo, per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 50mila euro, una riduzione di un importo pari a 260 euro della detrazione spettante per l’anno 2024, in relazione agli oneri per i quali la detrazione è fissata al 19% (escluse le spese sanitarie), alle erogazioni liberali in favore dei partiti politici e ai premi di assicurazione per rischio eventi calamitosi (articolo 119, comma 4, Dl n. 34/2020).

L’articolo 3 del decreto prevede il differimento al 15 aprile 2024 del termine entro cui ciascuna Regione, con propria legge, può maggiorare l’aliquota di compartecipazione dell’addizionale regionale. Qualora le Regioni e le Province autonome non approvino entro il 15 aprile 2024 le leggi modificative degli scaglioni e delle aliquote, rimangono vigenti le aliquote dell’anno 2023. È stato differito, invece, al 15 maggio 2024, il termine per la trasmissione dei dati contenuti nei provvedimenti di variazione dell’addizionale regionale all’Irpef, per la pubblicazione sul sito del dipartimento delle Finanze del Mef.

In conclusione, l’articolo 5 del Decreto dispone l’abrogazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023, della disciplina relativa all’aiuto alla crescita economica (ACE), specificando che, sino a esaurimento dei relativi effetti, continuano ad applicarsi le disposizioni relative all’importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023.

Fonte: Redazione TFDI
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